La tecnologia - Mapa Caminetti

Caminetti

 

Il caminetto è un modo per scaldare una stanza, per cucinare e per arredare sicuramente molto scenografico.

Un tempo non mancava in nessuna abitazione, per quanto piccola: non per niente si parla di "focolare domestico" o "angolo del focolare", proprio per rievocare la famiglia e il calore (anche in senso lato) della casa.

Oggi però è raro trovare un bel caminetto in salotto, almeno nella maggior parte degli appartamenti in città.

Vediamo quando è possibile installarlo, quali lavori bisogna fare, tra quali modelli scegliere, manutenzione, vantaggi e inconvenienti.


E' possibile installare un caminetto nella mia casa?

 

Se non c'era già al momento dell'acquisto, o se non è stato tolto in precedenza (e sarebbe quindi un'operazione di ripristino) bisogna informarsi su alcune cose, prima di pensare all'installazione di un caminetto:

-canna fumaria (diametro, altezza, percorso all'interno dei muri)

-possibilità di installazione della presa d'aria in comunicazione con l'esterno (indispensabile per alimentare la combustione del caminetto senza rubare ossigeno alla stanza)

-installazione sul tetto di un comignolo adatto (ogni canna fumaria deve essere dotata del suo comignolo, meglio se antivento)

-volume della stanza che ospiterà il caminetto.

 

E' utile leggere il contenuto delle normative di legge UNI 10638 pubblicate nel '98 e revisionate nel 2005, che forniscono informazioni utili riguardo l'installazione di un camino, materiali, dimensioni minime della canna fumaria e della presa d'aria.

Non sono obbligatorie, ma indicano le caratteristiche minime per costruire un impianto in sicurezza: in caso di danni o incidenti, si può dimostrare che comunque sierano rispettate queste indicazioni.


La canna fumaria

 

In pratica si tratta di un tubo metallico (acciaio, rame) che esce dal caminetto (o dalla stufa, dalla caldaia) e fuoriesce sul tetto, in modo da far uscire i fumi e provocare il tiraggio, cioè un ricambio di aria nella camera del caminetto.

Ogni caminetto, stufa o caldaia deve avere la propria canna fumaria che parte direttamente dall'impianto stesso, passa lungo (o all'interno) dei muri e sbuca sul tetto attraverso il comignolo.

Non si possono collegare più impianti ad un unica canna fumaria, perchè si rischierebbe di compromettere e indebolire il tiraggio, mettendo a rischio la salute delle persone e ostacolando la combustione all'interno del caminetto.

Per questi motivi è meglio installare un nuovo caminetto dove prima non c'era, in fase di ristrutturazione della casa.

Il tipo migliore di canna fumaria è quello a sezione circolare.

In ogni caso è preferibile sceglierne un tipo che sia isolato, cioè che abbia uno strato di materiale isolante attorno al tubo, oltre evntualmente ad uno strato di cemento.

Il percorso della canna fumaria può non essere completamente verticale:

tuttavia l'inclinazione massima degli eventuali snodi non deve essere inferiore ai 45° (l'esatta metà di un angolo retto) per non ostacolare la fuoriuscita del fumo.

Prima di informarsi circa l'installazione di un caminetto, è necessario informarsi circa il diametro della canna fumaria, il suo percorso, l'altezza totale della stessa.

In caso si decidesse di costruire una canna fumaria dove prima non c'era, è necessario assicurarsi che sia costituita da materiali adatti, e che ogni sua parte si trovi alla giusta distanza da materiali infiammabili (ad esempio vegetazione, parti strutturali in legno, anche sul tetto in prossimità della canna fumaria).

Infatti può verificarsi un accumulo di ceneri e altri materiali lungo la canna fumaria, che possono prendere fuoco, se non si adotano le giuste precauzioni.

La presa d'aria

 

Di altrettanta importanza per il corretto funzionamento del caminetto, è la presa d'aria, che deve essere in comunicazione con l'esterno dell'abitazione.

L'aria proveniente da essa alimenta la combustione della legna (che come ogni fenomeno di combustione consuma ossigeno) ed è indispensabile per il corretto funzionamento dell'impianto.

Si tratta in pratica di collegare attraverso un tubo (di diametro adatto alle dimensioni del caminetto e della stanza) la camera di combustione del caminetto e l'esterno della stanza:

può trattarsi dell'esterno dell'abitazione, ma anche della cantina, garage o altro ambiente (non riscaldato e non destinato al soggiorno prolungato delle persone).

Questi tubi possono essere snodati, e partire da qualsiasi lato del caminetto: laterale, retro o da sotto.
Indicativamente la presa d'aria deve essere almeno il 30 % della superfice in cmq della canna fumaria.

Il volume della stanza

 

E' indispensabile conoscere il volume totale dell' appartamento dove andremo a collocare il nuovo caminetto, perchè ogni modello (e quindi dimensione) ha una sua resa in termini di calore:

è sconsigliato installare un caminetto troppo grande rispetto all'appartamento, in quanto non è possibile regolare la temperatura come faremmo con un radiatore o stufa elettrica.

Al contrario, un caminetto piccolo in un appartamento molto grande non sarà pericoloso e non riscaldera' a dovere, sopratutto perche' parte dell' appartamento rimarà sempre fredda.

Il volume di un'ambiente rettangolare si calcola prendendo le misure delle due pareti e dell'altezza della stanza, da terra al soffitto, e moltiplicandole tra loro:

lato 1 x lato 2 = metri quadrati della stanza (dimensioni del pavimento);

mq del pavimento x altezza della stanza = volume della stanza (metri cubi).

Alimentazione del caminetto a legna

 

La legna migliore dovrebbe essere stagionata due anni, essere bene asciutta e proveniente da tipologie di legno duro;

ma vanno bene anche altri tipi di legna.

Bisogna limitare però i legni provenienti da conifere, che possono contenere resina, perchè non brucia completamente e lascia residui potenzialmente dannosi a lungo andare

(anche se nelle serate d'inverno è difficile resistere alla tentazione di buttare nel fuoco una pigna, sentirne il profumo e vederla scoppiettare..).

Da evitare assolutamente il legno proveniente da mobili, il truciolato e legni trattati con vernici, cere e altro, perchè le colle e le altre sostanze chimiche sviluppano fumi e composti tossici per l'uomo.

Immagine.JPG

Riscaldare la casa con il caminetto

 

E' possibile progettare un impianto di riscaldamento che sia alimentato dal caminetto a legna, che possa riscaldare una casa da circa 100 a circa 250 metri quadri, installando snodi per una lunghezza di varie decine di metri, con diverse uscite

Questo impianto di riscaldamento può essere aiutato da ventole alimentate da motorini elettrici che si accendono e si spengono in base alla temperatura dell'aria emessa (per non emettere aria bollente potenzialmente dannosa);

esistono anche centraline elettroniche che regolano la temperatura nelle stanze.
Oppure esistono dei termocaminetti che si collegano all'impianto di riscaldamento in abbinata con la caldaia esistente.

 

Manutenzione del caminetto e della canna fumaria

 

La canna fumaria va regolarmente pulita al suo interno, per rimuovere eventuali depositi di fuliggine e altri residui che potrebbero ostacolare il corretto tiraggio, incendiarsi o cadere giù nel focolare.
Mediamente la canna fumaria va pulita o controllata ogni anno, o perlomeno dopo aver consumato circa 40 quintali di legna.

Modelli di caminetti

 

Inserto per caminetto:

Esistono delle strutture in acciaio e ghisa che si possono inserire anche in vecchie strutture.

I vantaggi di installare questi inserti sono molteplici: alcuni sono dotati di ventole (i modelli dotati di ventole automatiche entrano da sole in funzione quando il camino si scalda)

permettono di sfruttare al meglio canne fumarie piccole, con tiraggio limitato.

Questo comporta un minor consumo di legna e quindi un risparmio energetico.

Sono inoltre dotati di un vetro frontale (apribile con maniglia isolata termicamente) che aggiunge sicurezza alla struttura.

Il vetro frontale inoltre è più sicuro in caso ci si dovesse assentare mentre il caminetto è acceso, scongiurando incidenti.

Sono inoltre dotati di un cassetto che raccoglie le ceneri, semplificando notevolmente le operazioni di pulizia.

 

Caminetto a pellet

 

Si tratta di un'invenzione recente; i caminetti a pellet sono sempre a camera chiusa, e la combustione viene alimentata da piccoli bastoncini (inferiori al centimetro di lunghezza)

 

costituiti da segatura pressata (senza aggiunta di prodotti chimici potenzialmente pericolosi per la salute).

I cilindretti di pellet vengono inseriti in un apposito cassetto che cede gradualmente il materiale nella camera di combustione.

Esistono modelli di caminetti a pellet che possono essere programmati o accesi tramite una chiamata telefonica, essendo provvisti di un meccanismo che controlla l'accensione a distanza.

Sono dotati di pannello elettronico, tramite il quale si può programmare lo spegnimento automatico ad un orario prestabilito.

A parità di volume, il pellet ha una resa maggiore della classica legna.

Il termocamino

I termocaminetti

 

Questi caminetti possono funzionare sia a legna che a pellet in modo combinato oppure soltanto a legna o a pellet. Internamente il focolare è formato da un monoblocco in acciaio o ghisa coibentato con materassini di lana di roccia o vetro ed esternamente sono rivestiti con mantello in lamiera zincata. Si possono collegare in parallelo all'impianto di riscaldamento a termosifoni abbinandoli a caldaie a gasolio o a gas oppure possono funzionare anche da soli quale unica fonte di calore.

Alcuni modelli possono anche disporre di uno scambiatore di calore per la produzione di acqua calda sanitaria e possono avere il gruppo idraulico come optional. E' consiliabile montare il vaso di espansione aperto e possono avere dispositivi di sicurezza avanzati.
Termocaminetto
Dispongono di serranda fumi regolabile dall'esterno, cassetto cenere estraibile con regolazione dell'aria comburente primaria e post combustione, centralina elettronica. La chiusura del focolare può essere fatta con vetri a porte o con saliscendi secondo i modelli e le preferenze. Hanno potenze che variano da 6 Kw  a 35 Kw  con superfici riscaldabili da 70 a 300 mq. rendimento che oscilla da 65% a 80%, contenuto acqua calda da 40 a 70 litri.
Termo caminetto da inserto
I consumi della legna variano a seconda della dimensione del locale da riscaldare. In base al grafico di destra si può dire che per riscaldare un locale di 80 mq occorrono circa 5 kg di legna all'ora, mentre per riscaldare 200 mq occorrono circa 11 kg di legna all'ora ipotizzando un rendimento del focolare all'80%.

Il risparmio ottenibile rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento a gas o gasolio varia dal 50 al 60%. Si ottiene inoltre un vantaggio ecologico, essendo la legna molto meno inquinante del gas o del gasolio.
grafico consumo legna / mq da riscaldare

 


 

Caminetto ad aria calda

Caminetti ad aria calda

Si tratta alla fine dei conti di vere e proprie stufe a sè stanti, inserite in una struttura che ha la funzione di abbellimento.

Dispogono di uno o più ventilatori con la funzione di diffondere l'aria calda calda nell'ambiente. Se si vuole riscaldare tutte le stanze di una casa, occorre predisporre le canalizzazioni per poter portare l'aria calda in tutti i locali. Per fare questo sono disponibili dei tubi flessibili da collegare alle apposite uscite del caminetto. Occorre tenere presente la potenza del caminetto per poter adeguatamente stabilire quanti volumi poter riscaldare.
 
Caminetto Jolly-Mec
Il vantaggio di questi caminetti è che non hanno bisogno dell'impianto a termosifoni rendendo minime le spese per l'installazione. A seconda dei modelli, le potenze si aggirano dai 7 ai 30 Kw, con superfici riscaldabili che variano dai 70 ai 300 mq, hanno bisogno di una canna fumaria con un diametro tra i 15 e i 25 cm, la portata dell'aria calda si aggira intorno ai 450 m3 all'ora.

Si possono installare abbastanza facilmente, non hanno bisogno di un locale caldaia apposito e sono molto adatti per quegli ambienti dove lo spazio è un problema prioritario e quindi vanno bene per la casa in montagna, la taverna, o il rustico ristrutturato.

Il consumo di legna può variare da due a otto chili l'ora a seconda degli ambienti da riscaldare. Facendo i conti occorrono circa 70-80 quintali di legna per una stagione di riscaldamento per una superfice di circa 120 mq.
Aerocaminetto Jolly-Mec
 
 

I caminetti

Il forno a legna

Costruzione e uso del forno a legna

Nel progetto si possono seguire due strade:

  1. Servirsi di un forno prefabbricato da acquistare presso qualche rivenditore.
  2. Auto-costruirselo se si dispone delle capacità e dell'esperienza o affidare la costruzione ad un artigiano del mestiere.

Tutte e due le soluzioni sono valide e nello stesso tempo possono presentare inconvenienti.

Nel caso di un modello prefabbricato occorre affidasi all'esperienza e alla competenza del rivenditore di zona. Si è osservato che modelli uguali acquistati dallo stesso rivenditore presentavano funzionamenti assai diversi per il semplice fatto di essere posizionati in zone diverse.

Infatti l'altitudine e la posizione rispetto alla direzione del vento o la presenza di oggetti quali piante e fabbricati incidono notevolmente sul funzionamento dei singoli modelli e non è detto che un modello che funziona bene in una certa zona, funzioni altrettanto bene in un'altra. Se invece preferisci rivolgerti ad un artigiano esperto, potrai adattare il forno alle tue particolari esigenze armonizzando la sua architettura
Forno da giardino modello Jolly-Mec
all'ambiente in cui verrà collocato; in questo caso nel progetto incidono notevolmente il costo di costruzione e la tipologia dei materiali.

Il primo problema che si pone è dove collocarlo: in casa, fuori all'aperto o sotto una tettoia?

Nelle zone nordiche dove fa freddo e gli inverni sono lunghi e rigidi è meglio collocare il forno in casa o comunque all'interno di un locale anche per preservare la lievitazione dei cibi ed evitare eccessivi sbalzi di temperatura. Noi consigliamo di collocare il forno in cucina, se vi è lo spazio, perché è il luogo dove si preparano i cibi e da un punto di vista razionale è il posto migliore.

In quelle zone a clima temperato o mite invece è possibile collocare il forno anche all'aperto, in qualche giardino o meglio sotto una tettoia per proteggerlo dalla pioggia.

Individuato il posto migliore, occorre scegliere i materiali. Noi consigliamo i mattoni pieni fatti a mano che, rispetto a quelli industriali stampati, resistono meglio alle alte temperature. i mattoni fatti a mano hanno il pregio di scaldarsi più lentamente e mantenere il calore più a lungo, mentre per quelli industriali stampati, l'eccessiva compressione dell'argilla puo' bloccare la dilatazione termica e provocare la rottura del mattone stesso. Si possono anche scegliere mattoni refrattari studiati per resistere a temperature elevate fino a 1600°, però hanno il difetto di immagazzinare e cedere calore più rapidamente.

La costruzione del forno inizia con la base d'appoggio che noi consigliamo di farla più ampia del diametro del forno di almeno 15 - 20 cm anche per poter disporre di un piano d'appoggio sempre utile e alta circa 1,2 metri da terra.

Sopra la base va steso un piano di mattonelle e tra la base e le mattonelle occorre mettere uno spesso strato di materiale isolante come argilla espansa o vermiculite, il tutto tenuto insieme da cemento refrattario e sabbia.
Spaccato di un forno
E' importante che il piano del forno sia perfettamente orizzontale per poter cuocere con facilità anche cibi inizialmente liquidi come la farinata.

A questo punto occorre costruire la volta. Le dimensioni dipendono dalla circonferenza del forno alla base e dalla altezza della volta. L'altezza della volta alla sommità interna si ricava con la formula:
H = d/3,4 dove H è l'altezza della volta e d è il diametro del forno in centimetri. Comunque l'altezza della volta non deve mai scendere sotto i 25-30 cm. Per esempio in un forno da 110 cm di diametro, l'altezza della volta sarà di 40 cm circa.
Bisogna fare in modo che il centro della base del forno si avvicini al fuoco della volta che in genere è un paraboloide, in modo da concentrare la riflessione del calore della volta sul piano di cottura.
La base del forno

Per costruire la volta si parte facendo una base di sabbia umida o di terra ben compatta delle dimensioni volute, da sagomare a forma di paraboloide, (il segreto sta proprio nel riuscire a sagomare opportunamente la cupola di sabbia, è un po' come giocare a costruire i casteli di sabbia al mare) sulla quale si appoggeranno i mattoni della volta di piatto, tenuti insieme con malta cementizia refrattaria oppure con un impasto di argilla mescolata a poca sabbia. I mattoni vanno sistemati sfalsati partendo dal basso a salire in modo da seguire la curvatura della sabbia. Una volta che la struttura è completata, indurita e assestata si provvederà a rimuovere la sabbia di sostegno dall'interno.

Le dimensioni della bocca dipendono anch'esse dal diametro del forno, da cosa si intende cucinare, e dalla dimensioni dei tegami che si vuole inserire. Un forno con un diametro di 120 cm. dovrebbe avere la base della bocca di almeno 50 cm. e una altezza di 28 cm. Anche la forma della bocca è influenzata dalla destinazione che si intende dare al forno. I forni destinati alla cottura del pane e della pizza preferiscono bocche a forma di trapezio isoscele, ma anche rettangolari, mentre i forni destinati alla cottura di cibi come dolci e farinate preferiscono l'apertura a forma di semicerchio leggermente schiacciato al centro.

Terminata la costruzione della volta occorre ricoprirla di materiale isolante che trattenga il calore. Per fare questo va bene uno strato di argilla espansa spesso circa 12 o 15 cm. Si puo' anche usare della vermiculite. Si ricopre poi il tutto con uno strato di mattoni o altro materiale con funzione estetica e decorativa.

La canna fumaria. La sua costruzione inizia prevedendo una piccola cappa fumi da posizionare tra la volta e la bocca del forno o di lato e sulla quale si costruisce la vera e propria canna fumaria. Valgono le regole viste per i camini e le stufe. Sono da preferire canne fumarie coibentate e di sezione circolare. Il diametro della canna fumaria, indicativamente, si può ricavare dalla tabella sottostante, ricordando che il tiraggio è direttamente proporzionale all'altezza della canna fumaria.

Diametro del fornodiametro minimo canna fumaria in cm
da 60 a 80 cm
20
da 80 a 120 cm
25
da 120 cm in su
30

Accessori. La bocca del forno può essere dotata di uno sportello a doppio strato in acciaio con camera d'aria o a vetri temperati per seguire la cottura senza doverlo aprire e per diminiuire la dispersione termica. Anche un termometro specifico per forni con una sfera di temperature a fondo scala da 0 a 500 °C è utile per controllare il riscaldamento ponendolo con il quadrante all'esterno e sonda lunga da posizionare al centro del forno bucando il laterizio, oppure a sonda corta da applicare sullo sportello.

Completano la dotazione i ferri per la pulizia e la cottura: paletta per la cenere, spazzola di metallo, scopaccio di corda, pale in legno e in acciao per infornare possibilmente di forma rettangolare o quadrata, da evitare le forme rotonde, alari, soffietto, oliera a manico lungo, umidificatore, ferri per attizzare il fuoco, forchettone, pinze a molla.

Accendere il forno. Se il forno è nuovo o appena costruito, ha bisogno di un periodo di rodaggio da iniziare alcuni giorni dopo la sua costruzione per dare il tempo al manufatto di asciugare e consolidarsi. Occorre inizialmente accendere il forno soltanto per mezz'ora al gorno a fuoco lento e a bassa intensità per circa 15 o 20 giorni.

Terminato il periodo di rodaggio, si può cominciare a cuocere qualcosa. Prima di accendere il forno occorre farlo pulito: rimuovere le ceneri e gli eventuali residui di cotture precedenti. Le fasi sono simili a quelle per l'accensione del caminetto. Prima di dare fuoco alla legna, occorre preriscaldare la canna fumaria per attivare il tiraggio. Inizialmente la volta del forno tenderà ad annerirsi per via della fuliggine, ma con l'aumentare della temperatura all'interno, la volta tenderà a scharirsi. Quando la superficie della volta si sarà completamente schiarita vuol dire che il forno ha raggiunto la temperatura ottimale.

Cosa infornare?
Cottura della pizza

Il pane, la focaccia, le torte, ecc. richiedono una cottura senza fiamma che sfrutti il calore accumulato dalla volta e dal piano di cottura. Occorre quindi accendere il forno parecchie ore prima di infornare per dargli il tempo di accumulare una buona inerzia termica. Dopodichè si tolgono le braci o si spostano lungo il margine del forno, si inforna il pane e si chiude lo sportello.
 

Pizze e farinate invece richiedono il mantenimento della fiamma che va alimentata in modo che lambisca la volta e illumini il forno per controllare la cottura.
Occorre usare legni dolci dosando la quantità di legna per evitare eccessivi riscaldamenti.
Cottura della farinata

Le carni richiedono a seconda del tipo di ricetta sia la cottura a fuoco spento, sia la cottura a fuoco acceso.

Le verdure ed il pesce è meglio cuocerle a fuoco spento e a temperatura non eccessivamente alta intorno ai 200 °C.

Informazioni tratte dal libro: "Il forno a legna" di Massimo Balleari e Giuseppe Traverso, edizioni Sagep.
 


l' opinione di un fumista

 

Il FUMO del camino non è un "problema" che si può “semplicemente” gettare fuori della finestra. Quasi quotidianamente, per il mio lavoro, mi capita di incontrare persone che si stupiscono quando suggerisco loro quali cautele, quali accortezze, bisogna adottare nella costruzione di una canna fumaria. Quali caratteristiche minime deve avere, quali sicurezze e prestazioni deve garantire. E’ semplice disinformazione? Oppure l’attaccamento a convinzioni radicate, tradizionali, sprovviste di quelle conoscenze tecniche che, oggi, sono imposte la normativa UNI 10683 del marzo 1998.

Chi si occupa di vendite, di “mercato”, sa benissimo che una cosa in particolare è difficile da conseguire: CAMBIARE LE OPINIONI RADICATE DELLA GENTE. Le osservazioni più frequenti sono:

ma come? Avevo un camino aperto che con quel metro di canna fumaria funzionava benissimo.
Ma quale condensa? Il mio vicino di casa ha fatto ...
Come! Non posso fare un tratto orizzontale? Prima c’era ...
Perché debbo coibentare il canale da fumo? Non è meglio che gli faccio fare un giro per la casa così mi scalda gli ambienti che attraversa.
Poi ci sono gli autosufficienti:
Che debbo fare? Il progetto da un fumista? Ma se ho sempre avuto il fuoco in casa che ha sempre funzionato benissimo. Naturalmente questo contraddittorio, il più delle volte, avviene quando il lavoro è realizzato. Si arriva a questa disamina perché ci si lamenta della prestazioni insoddisfacenti o, ancora peggio, dei difetti che rendono inservibile la stufa o il camino acquistato. Molto meno sicuri sono tutti coloro che hanno fatto la malaugurata esperienza di una canna fumaria che si è incendiata o peggio che è scoppiata. Questi domandano a quale temperatura resiste acciaio di una canna fumaria se è AISI 304 o 316, con quale spessore è realizzata, che garanzie ci sono etc.
Proviamo a spiegare:
Il CANALE DA FUMO - ovvero il tratto interno di collegamento della stufa o del camino alla parete o al soffitto.
La CANNA FUMARIA ovvero il camino vero e proprio dalla parete o il soffitto fino al comignolo.
Il COMIGNOLO
Sono tre elementi del SISTEMA DI SCARICO completo che deve assolvere a TRE importanti funzioni:

immissione di un'adeguata e controllata quantità d'aria nella camera di combustione
evacuazione dei residui della combustione
dispersione dei fumi in atmosfera.
Adoperare il fuoco per scaldarci o cucinare è stata una delle prime acquisizione dell’Uomo, ma oggi sappiamo e vogliamo usare il fuoco meglio di allora, farlo rendere di più, nella forma:
PIU’ ECONOMICA - sì spendono 0,26 - 031 € per 10.000 Kcal prodotte a legna contro circa 1 € se prodotte con metano o gasolio
PIU’ GRADEVOLE - provate a mettere il vostro divano davanti ad un termosifone piuttosto che davanti ad un caminetto per trovare la stessa atmosfera.
PlU’ PULITA – una combustione completa produce come residuo CO2, ovvero anidride carbonica, che è assorbita dalle piante per la funzione clorofilliana dunque, l'accortezza di mettere a dimora tante piante quante se ne recidono risolverebbe ogni problema di inquinamento.
La combustione è una reazione chimica. Un acronimo molto facile da ricordare - CIAO - ci ricorda la composizione del legno:

CARBONIO
IDROGENO
AZOTO
OSSIGENO
La tecnica della combustione ci insegna che i solidi per essere indotti a combustione debbono essere prima sottoposti a PIROSCISSIONE, ovvero la riduzione, mediante riscaldamento, delle GRANDI MOLECOLE solide in molecole più semplici gassose, in modo che queste ultime possano miscelarsi con il comburente

la temperatura di ignizione del legno è tra i 260° C ed i 315 C, e proprio per questo, per innescarla dobbiamo procedere per gradi: un cerino per accendere della carta, quindi con questa un po' di legna secca di piccolo taglio e quindi via, via legna più grande,
a queste temperature, tuttavia, soltanto la parte più volatile della legna ( il carbonio) brucia con discreta facilità, mentre altri gas volatili, altamente combustibili, che si producono sfuggono dalla canna fumaria senza contribuire affatto al riscaldamento domestico.
Tra questi gas troviamo il MONOSSIDO DI CARBONIO, che è

inodoro,
insapore,
poco più pesante dell'aria
Ristagna dunque nelle parti basse dei locali che non hanno sfoghi all'esterno, è assolutamente velenoso per la sua proprietà di combinarsi, in modo irreversibile, con l'emoglobina del sangue. Animali domestici: gatti, e cani di piccola taglia, sono i primi a farne le spese qualora sostassero in locali, magari semi-interrati, dove fosse in funzione un caminetto o una stufa istallati male o in cattivo stato di conservazione.Le persone colpite da anossia tessutale a causa di questo gas perdono in primo luogo la capacità di reazione, di chiede aiuto. Specialmente se svengono e giacciono a terra assumono ancora meglio questo gas ed escono, inevitabilmente, da ciclo di sopravvivenza.

Il MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) si forma già a temperature basse: 200 - 250°,

è la diretta conseguenza di una combustione incompleta,
il mancato smaltimento nell’atmosfera è conseguenza di un sistema di scarico inefficiente e di cattivo sistema di aerazione dei locali dove il camino o la stufa sono istallati. Ne consegue che un fuoco a bassa temperatura 200° c.a. è:
dannoso per il gas velenoso che produce
non è conveniente perché sfrutta soltanto il 30% dell’energia contenuta nella legna.
Riscaldare questo gas oltre i 350° in presenza di nuovo ossigeno (post-combustione) produce una notevole quantità di calore e rende più pulito l'ambiente poiché l'anidride carbonica (CO2) che ne deriva è necessaria alle piante per la sintesi clorofilliana. Ecco quindi che si pongono i primi problemi

conseguire una combustione ottimale, completa, ad alta temperatura per il massimo di rendimento,
conservare, anche a queste condizioni, il corretto standard di sicurezza per la casa. Una combustione di questo tipo si realizza più facilmente quando:
la camera di combustione non è molto grande: stufe, cucine. E’ ben disegnata con una zona di repulsione dei fumi ben aerata,
sia prevista l'immissione di aria secondaria preferibilmente pre-riscaldata proprio nella zona di repulsione dei fumi, per contro è meno facile conseguire questa importante condizione in:
camini di grandi dimensioni oltre i 60-70 cm di larghezza
camini aperti
camere di combustione grandi con pareti "bagnate" (termo-camini), e "fredde" perché non possono superare i 90° 95° C per evitare l'ebollizione.
Una "macchina" moderna, che conserva tutte queste caratteristiche, concepita per un rendimento elevato, deve poter evacuare fumi a temperature di 200° o superiori, per questo:

la vecchia canna fumaria deve essere verificata
quella del vicino che ,., non è più buona. Dovendo lavorare a temperature superiori ai 200°, la canna fumaria deve garantire:
resistenza termica, quindi coibentata secondo la norma UNI 9615
impermeabilità ai gas ed ai residui della combustione
tenuta alta depressione 10-15 o anche 20 Pa
indice di rugosità molto basso
resistenza ad una eventuale pressione. 


( tratto da" fuocoelega "  testo di Luciano Pelagaggi) 




Il legno


 

Il legno è uno dei materiali più preziosi offerti dalla natura. Fin dall'antichità più preistorica è stato utilizzato dall'uomo non solo per riscaldarsi, ma anche per la costruzione di oggetti e utensili vari. Il progresso della tecnica ne ha reso possibile anche l'utilizzo nell'edilizia, nell'industria navale, e nella produzione industriare per ottenere ad esempio la cellulosa con la quale si fa la carta. La legna è formata essenzialmente da cellulosa e lignite. Contiene anche altre sostanze come resine di cui abeti e pini sono ricchi e molta acqua.

La legna

Ai fini del riscaldamento, occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare, il più importante dei quali è senz'altro la corretta stagionatura o essicazione, in altre parole la legna deve possedere il giusto grado di umidità intorno al 10-15%, per cui assume importanza anche il periodo dell'anno in cui viene tagliata che dovrebbe coincidere con il periodo invernale. La corretta stagionatura permette di disporre di un combustibile dall'ottima resa e poco inquinante.

La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati, già tagliata opporunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere. Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).

La legna si suddivide in legna dolce e legna dura in base al peso in kg di un metro cubo di materiale. La legna dolce che pesa circa 300 - 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano, castagno, salice, mentre la legna forte che pesa circa 350 - 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.

La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e la si usa nei forni che richiedono un lungo giro di fiamma. La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte, dura di più ed è più adatta al riscaldamento domestico.

La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata. Non tutti i legni sono uguali e le caratteristiche circa il tempo di essicazione ed il potere calorifico variano da pianta a pianta. Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di qualità ottima sono la quercia, il frassino, il faggio, l'acero, gli alberi da frutto meno il ciliegio. Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla, l'ontano. Di qualità accettabile sono il tiglio il pioppo ed il salice.
Da evitare in generale i legni resinosi.

Il potere calorifico dei differenti tipi di legna dipende molto dalla loro umidità e di conseguenza la potenza delle caldaie o delle stufe è direttamente influenzata dal tipo di legna impiegato, in media una legna ben stagionata ha un potere calorifico di 3200 kcal/kg.

Potere calorifico della legna in funzione della sua umidità.
(Fonte: catalogo Unical)

% di umidità
Potere calorifico kcal/kg

15%
20%
25%
30%
35%
40%

3490
3250
3010
2780
2450
2300